Name
Diletta Menghinello

Season Team

  • AIAC_2070 - Celio, Largo dell’Amba Aradam, Sito 12 – Trincea B2 - 2006
    Le operazioni di scavo all’interno della Trincea B2 (mt 8 x 4), suddivisa in due quadrati (Q I, settore NE; Q II, settore SO), iniziano con la rimozione di un primo strato di terra, rinvenuto ad una quota di mt 2,14/2,36 dal piano di calpestio, corrispondente a mt 28,71/28,86 sul livello del mare. Lo strato costituisce un primo livello di riporto moderno caratterizzato da terreno di consistenza granulosa e di colore marrone scuro, con grossi nuclei di malta e frammenti di marmo e laterizi; da evidenziare la presenza massiccia di materiale ceramico, soprattutto maiolica moderna assieme a reperti di età romana, prevalentemente anfore. Al di sotto di questo primo strato è emerso, in entrambi i quadrati, ad una quota di mt. 2,61/2,86 dal piano di calpestio (mt 28,21/28,39 sul livello del mare), un piano in terra battuta di consistenza molto compatta. Il piano sigilla uno strato di terra, del tutto simile, per natura e tipologia di materiali rinvenuti, al primo livello di terreno individuato in superficie. La rimozione dello strato, ha evidenziato, fino ad una profondità di mt 3,84/4,00 (mt 27/27,10 s.l.m.), un terreno di consistenza granulosa e di colore marrone scuro, con numerosi nuclei di malta, pietre e frammenti di laterizi, mista a grumi di grandi dimensioni di argilla giallastra e marrone. Al di sotto dei mt. 4, lo strato assume una consistenza più granulosa ed una colorazione più chiara, pur presentando gli stessi inclusi e materiali portati alla luce nei livelli superiori. Ad una quota di circa mt. 6,60 dal piano di calpestio (mt. 24,47 s.l.m.) comincia ad affiorare, in entrambi i quadrati uno strato compatto d’argilla di colore marrone chiaro. Lo strato, che restituisce scarsi frammenti di laterizi, anfore d’età romana, assieme a poche ossa e denti animali, viene rimosso fino ad una quota di mt. 8.00 di profondità, corrispondenti a mt. 24,46 s.l.m. La sequenza stratigrafica evidenziata non ha documentato alcun tipo di deposito di terreno o di struttura di interesse archeologico.
  • AIAC_2074 - Celio, Villa Fonseca – Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di _L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus_, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. - SITO 1 Struttura muraria in laterizi con andamento nord-sud, rasata, rinvenuta ad una quota di mt. 46.30 sul livello del mare. Il muro conserva un paramento in mattoni su entrambi i lati ed il nucleo interno in malta grigia e scapoli di tufo; è largo mt. 0.60 e prosegue oltre i limiti del saggio. Lungo il lato ovest è addossato un conglomerato in malta grigia. Le strutture sono coperte da terra che restituisce materiale archeologico. - SITO 2 Strato di terra marrone ricco di materiale edilizio e ceramica: frammenti di anfore, ceramica di uso domestico, intonaci, marmi, cubilia, ceramica invetriata e moderna. -SITO 3 Struttura muraria costituita da due muri addossati di diversa larghezza, orientati est-ovest, che presentano un unico paramento in cortina laterizia sul lato settentrionale. Sul lato meridionale è ben visibile il rapporto di posteriorità del tratto murario più orientale che si appoggia alla testata in laterizi del muro occidentale; il nucleo interno di entrambe le strutture è realizzato con un conglomerato di malta grigia. L’intera struttura, rinvenuta ad una quota di mt. - 0.30/0.50 dal piano stradale (46.50/46.70 s.l.m.), è stata messa in luce per un’altezza di circa mt. 1 e prosegue verso est ed ovest oltre i limiti del saggio. Sulla cresta del tratto murario più orientale si conserva un bipedale con bollo circolare. La seconda struttura si trova più a sud, ad una distanza di mt. 5.60; è stata rinvenuta ad una quota di mt. 0.40 dal piano di calpestio (46.60 s.l.m.) ed è visibile per circa mt. 0.60. Il muro sembrerebbe realizzato in opera mista con impiego di tufelli e laterizi, e risulta rivestito di intonaco grigio su entrambe le pareti. Le strutture sono coperte da uno strato di terra che ha restituito numerosi frammenti di anfore, ceramica di uso domestico, ceramica medievale (forum ware), mattoncini di opus spicatum, ceramica invetriata e moderna. - SITO 4 Strato di terra maceriosa con calcinacci e malta grigia che ha restituito numerosi frammenti di anfore, ceramica di uso domestico, un frammento di lucerna, una lastra di marmo bianco, vetro ed un chiodo.
  • AIAC_2075 - Celio, Villa Fonseca - Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. SITO 5 Al di sotto dello strato di riporto ad una quota di mt. 0.90/1.05 (45.95/46.10 s.l.m.), è stata evidenziata la cresta di una struttura realizzata in conglomerato di malta e frammenti laterizi orientata sud-est/nord-ovest, larga mt. 0.42 e visibile per un’altezza massima di mt. 0.20. Ad ovest, a circa mt. 0.60 di distanza, si imposta un’altra struttura in conglomerato cementizio con paramento in laterizi sul lato orientale (46.40 s.l.m.). Il lato occidentale presenta un paramento in laterizi piuttosto irregolare ed in pessimo stato di conservazione. Il muro è largo mt. 0.64, conservato per un’altezza di mt. 0.20. Del paramento sono visibili tre filari di mattoni. A ridosso della struttura, ad una profondità di mt. 0.90 (46.10 s.l.m.), è stato rinvenuto un piano pavimentale conservato per una lunghezza di circa 1 metro, realizzato in malta grigia e violacea con frammenti di laterizi. Lungo la parte meridionale viene evidenziata l’apertura di un presunto pozzetto. SITO 6 Cresta di una struttura realizzata con un conglomerato di malta grigia e schegge di basalto. Il muro, rinvenuto ad una quota di mt. 0.55 dal piano stradale (46.45 s.l.m.), è orientato nord-ovest/sud-est, è largo mt. 0.45 ed è visibile per una lunghezza di 1 metro. La parte meridionale della struttura presenta due strati di rivestimento di intonaco; il primo di colore verde ed il secondo, più superficiale, di colore violaceo. Il muro sembrerebbe legarsi ad angolo retto con una struttura orientata nord-est/sud-ovest rinvenuta più ad ovest ad una profondità di mt. 0.50/0.70 (46.30/46.50 s.l.m.) e anch’essa realizzata con un conglomerato di malta e schegge di basalto. Quest’ultima è larga mt. 1 ed è visibile per una lunghezza di mt. 2; la sua parete orientale è rivestita di intonaco verde, quella opposta di intonaco bianco. Fra le due strutture viene evidenziato ad 1 metro di profondità (46.00 s.l.m.) un piano pavimentale in malta grigia e frammenti di laterizi visibile per una larghezza di mt. 0.30 ed una lunghezza di mt. 0.80. Le strutture sono intaccate da cavi e condotte fognarie. SITO 7 Lacerto di pavimentazione in marmo bianco costituita da una lastra, rinvenuta ad una profondità di mt. 0.80 (46.20 s.l.m.) e conservata per una lunghezza di mt. 0.70. Ai lati si conserva la preparazione in malta grigia. Il pavimento prosegue oltre i limiti della trincea ed è coperto da uno strato di terra. SITO 8 Basolo sporadico pertinente ad un lastricato antico rinvenuto nello strato di riporto, ad una quota di mt. 0.60 dal piano stradale.
  • AIAC_2076 - Celio, Villa Fonseca, Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. - SITO 9. Strutture murarie in laterizi, parallele, con andamento est-ovest: la struttura più meridionale (46.40 s.l.m.) è visibile in sezione per una lunghezza di mt. 0.80 e per un’altezza di mt. 0.30 circa. Si conserva un solo filare di laterizi ed il nucleo cementizio rinvenuto ad una profondità di mt. 0.60 dal piano stradale. Della struttura è visibile anche la fondazione in malta grigia. Ad una distanza di circa mt. 0.80 verso nord si rinviene, ad una profondità di mt. 0.45/0.80 (46.20/46.55 s.l.m.), una struttura con paramento in laterizi larga mt. 0.60 e visibile per la larghezza della trincea (circa mt. 0.80). Si conservano sei filari di mattoni sulla parete nord (modulo mt. 0.30; alt. laterizi mt. 0.03, alt. malta 0.03), quattro filari sulla parete sud. Tra le due strutture è stato rinvenuto ad una profondità di mt. 0.85 (46.15 s.l.m.) un piccolo lacerto di pavimento in opus spicatum, largo circa mt. 0.40 e lungo mt. 0.45, realizzato con mattoncini rettangolari (lunghi mt. 0.10 ed alti mt. 0.05). -SITO 10. Il contesto edilizio individuato è caratterizzato da una serie di piani pavimentali e strutture. Ad una quota di 46.15 s.l.m., è stato individuato un piano pavimentale caratterizzato da lastre frammentarie in marmo bianco ed in marmo pavonazzetto lunghe mt. 1.78 e larghe mt. 1, incorniciate da fascette in serpentino. Le lastre sono allettate su di una preparazione in malta grigia in cui sono inseriti piccoli frammenti di marmo. Lungo il lato orientale si conservano due lacerti di opus sectile costituito da lastrine triangolari e romboidali in serpentino e in giallo antico incorniciate da fascette in porfido. All’estremità sud del saggio si trova, ad una quota di mt. 0.73 dal piano stradale (46.27 s.l.m.), la probabile soglia d’accesso all’ambiente, di cui si conserva un blocco di marmo bianco, l’alloggiamento del cardine ed un filare di laterizi e blocchetti di tufo. Più a nord, ad una quota di 46.30 s.l.m., viene messo in luce un pavimento a mosaico realizzato con tessere di marmo bianco, pavonazzetto, giallo antico, decorato con motivi geometrici a losanghe mediante l’impiego di tessere in serpentino. Il mosaico è preceduto da una struttura con andamento semicircolare. A nord del pavimento si trova, ad una quota di 46.60 s.l.m., una struttura in laterizi larga mt. 0.40, orientata est-ovest e con la parete nord coperta da uno spesso strato di preparazione del rivestimento parietale. Fra il muro ed il mosaico viene messo in luce uno strato di terra. Proseguendo verso nord, a mt. 5.33 si intercetta la parete meridionale di un’altra struttura in laterizi, anch’essa ricoperta da preparazione del rivestimento parietale.
  • AIAC_2077 - Celio, Villa Fonseca - Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di _L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus_, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. - SITO 11. Struttura in scapoli di tufo, laterizi e malta orientata NO-SE, visibile per una lunghezza di mt. 3.50 e rinvenuta ad una quota di mt. 0.55/0.80 (46.20/46.45). Il lato orientale della struttura presenta uno strato di preparazione per rivestimento parietale, presumibilmente marmoreo. Lungo il muro si individua, ad una profondità di mt. 0.87 (46.13 s.l.m.), una preparazione in malta con impronte di lastre pavimentali. Le impronte hanno una lunghezza che varia da mt. 0.50 a mt. 0.88. A nord del muro si intercetta, ad una profondità di mt. 0.60 (46.40 s.l.m.), una canaletta orientata nord-sud con spallette in laterizi ed impronta in malta sul fondo per alloggiamento di una _fistula_. I reperti sono stati rinvenuti al di sotto di uno strato di riporto che ha restituito ceramica moderna, invetriata, piastrelle, ceramica di uso domestico, anfore, 1 _cubilium_, 1 chiodo, 7 frammenti marmorei, 1 di ardesia. Da segnalare la presenza di uno strato di terra molto compatta con presenza di materiale di riporto, nuclei di malta e calcinacci, individuato nel tratto meridionale, in corrispondenza della parte terminale del muro. All’estremità sud del saggio viene messo in luce ad una quota mt. 0.75/0.90 (46.10/46.25 s.l.m.) un pavimento a mosaico realizzato con tessere bianche e decorazione geometrica a tessere nere, incorniciato da una fascia nera. Il mosaico è coperto da un sottile strato di terra compatta con molti calcinacci e reperti ceramici e marmorei, fra cui frammenti di anfore, 5 frammenti marmorei, una macina in basalto, un cubilium ed un oggetto in piombo. L’insieme dei rinvenimenti fa pensare ad un unico contesto edilizio caratterizzato da strutture relative ad impianti di vasche o fontane. - SITO 12. Cordoli in malta violacea con andamento N-S, Il primo si trova ad una profondità di mt. 0,55 (46.55 s.l.m.), è lungo mt. 0,80 e largo mt. 0,10. Il secondo, posto a circa mt. 1,40 dal precedente, si trova ad una quota di mt. 0,50 (46.60 s.l.m.), è lungo mt. 1,75 e largo mt. 0,10; sul lato ovest si evidenzia, a mt. 0.60 dal piano stradale (46.40 s.l.m., un lacerto di pavimentazione in cocciopesto. Sul lato est dell’allargamento, viene intercettata una struttura muraria in laterizi e malta, con entrambe le pareti rivestite di intonaco bianco. Il muro si trova ad una quota di mt. 0.40 ad est (46.70 s.l.m.) e di mt. 0.50 ad ovest (46.60 s.l.m.), ha una larghezza di mt. 0.25 e una lunghezza di mt. 0.40; ad est la sua cresta è coperta da una lastra di marmo lunga circa mt. 0.20. I reperti sono coperti dallo strato di riporto che ha restituito frammenti di anfore, 1 parete di vernice nera, 1 ansa di forum ware, 2 chiodi, 1 tessera musiva nera, 4 oggetti in ferro, 1 fr. di vetro, marmi (1 base di colonna in travertino, 32 fr. di marmo bianco, bardiglio, greco scritto, pavonazzetto, breccia corallina, serpentino, cipollino, giallo antico, giallo brecciato, ardesia).
  • AIAC_2078 - Celio, Villa Fonseca - Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di _L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus_, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. - SITO 13. Contesto edilizio caratterizzato da strutture murarie e pavimenti riferibili a più interventi edilizi, alcuni dei quali da mettere in relazione con i rinvenimenti effettuati nei SITI 6 e11. Alla fase edilizia più antica è da riferire la struttura muraria in opus mixtum intercettata ad una quota di mt. 0,44 dal piano di calpestio (46.56 s.l.m.). Il muro è orientato nord-sud ed è conservato per tutta la lunghezza di mt. 4,28, e per la larghezza di mt. 0,29. Il paramento, visibile sul lato orientale, è realizzato con cubilia di mt. 0,06 di lato e un arco in laterizi incorniciato internamente da un filare di cubilia. A mt. 1,25 dall’estremità nord del muro, sono inserite due mensole in travertino. Il muro poggia su una fondazione realizzata in opera reticolata di cui è visibile il piano della risega ad una quota di mt. 1,30 (45.70 s.l.m.). Sul fronte orientale il muro si lega alle due estremità nord e sud rispettivamente con le due strutture, anch’esse in opus mixtum, che proseguono ad est oltre il limite di saggio. Lungo il fronte ovest al muro 70 si appoggia una struttura muraria in opera reticolata con andamento est-ovest visibile lungo il limite nord-occidentale del saggio per una lunghezza di circa mt. 1 e conservato per tutta la sua larghezza di mt. 0.44. Presenta un paramento in cubilia ed è rivestito nella parte superiore da uno strato di intonaco. Sempre lungo il fronte occidentale del saggio è stato rinvenuto, compreso fra i muri 70 e 78 e ad una quota di mt. 46.10 s.l.m, un pavimento in lastre di marmo bianco e cipollino e la preparazione in malta grigia del pavimento in opus sectile di cui sono visibili le impronte dell'originaria decorazione, costituita da esagoni e triangoli equilateri, Di alcuni di essi si conservano, in situ, tarsie in marmo bianco. Nel settore meridionale del saggio, ad una profondità di mt. 0.87 (46.13 s.l.m.), è stato rinvenuto un pavimento in mosaico a tessere bianche e nere con decorazione geometrica costituita da riquadri allineati e disposti all’interno di due grosse fasce nere. Il pavimento è conservato per tutta la sua larghezza originaria (mt. 1.25) che prevede una fila di quattro riquadri all’interno delle due fasce nere. E’ visibile per una lunghezza di mt. 1.86 ed è tagliato ad ovest dal muro di terrazzamento moderno. - SITO 14. Preparazione pavimentale in malta rinvenuta a quota 46.38 s.l.m. e visibile per una lunghezza di mt. 6.70 e per tutta la larghezza della trincea. Della pavimentazione originaria a mosaico si conservano in situ, lungo il lato meridionale della trincea, una tessera bianca e quindici nere.
  • AIAC_2079 - Celio, Villa Fonseca, Policlinico Militare - 2007
    Le strutture emerse a partire dalla metà del sec. XVI nell’area dell’attuale complesso di Villa Fonseca – Policlinico Militare, in parte inglobate nelle nuove costruzioni e nei terrazzamenti, sono state attribuite alla residenza privata di _L. Marius L. f. Quir. Maximus Perpetuus Aurelianus_, console per due volte (197 e 223 d.C.), governatore di province e prefetto, grazie al rinvenimento di di iscrizioni dedicate a questo personaggio (CIL, VI, 1450-1451). Le strutture portate alla luce nelle recenti indagini potrebbero essere pertinenti allo stesso complesso edilizio. - SITO 15. Struttura muraria in opera vittata con andamento nord-sud, conservata per tutta la sua larghezza di mt. 0.50 e visibile per la lunghezza di mt. 1.10 e per l’altezza di mt. 0.70/0.95. Lungo il lato occidentale la struttura è ricoperta dalla preparazione del rivestimento parietale, presumibilmente in lastre marmoree o in _opus sectile_ costituita da uno strato di malta grigia nel quale sono inseriti frammenti ceramici ed alcune lastrine di ardesia, marmo bianco, giallo antico, cipollino e greco scritto. Sul lato orientale il muro, privo di rivestimento, presenta un paramento costituito da ricorsi irregolari di blocchetti di tufo e di laterizi legati da malta. - SITO 16. Strutture murarie e vasca in cocciopesto. Ad una profondità di mt. 0,90 e per una lunghezza di circa mt. 3 viene messo in luce un piano pavimentale in cocciopesto, perfettamente conservato, terminante con un cordolo convesso a ridosso di un muro in conglomerato di malta grigia e laterizi orientato est-ovest anch’esso rivestito di cocciopesto. La struttura muraria è visibile per una lunghezza di mt. 1, è larga mt. 0.47 ed è stata rinvenuta ad una quota di mt. 0.45/0.48. Ad essa si appoggia, sul lato sud un’altra struttura realizzata in conglomerato di malta grigia e schegge di basalto, larga mt. 0.25 e rivestita sul lato nord da uno strato di intonaco. L’intonaco è visibile solo in piano poiché ad esso si appoggia la parete nord di un muro in opera reticolata largo mt. 0.44 e visibile per tutta la larghezza della trincea (mt. 0.56). La struttura, rinvenuta ad una profondità di mt. 0,50, conserva sul lato meridionale il paramento in cubilia (lato mt. 0.06) visibile per quattro filari. Ad una distanza di circa mt. 0.45 dal questa struttura, è disposto un altro muro in reticolato largo mt. 0,50, rinvenuto ad una quota di mt. 0,58 e rivestito sulla parete meridionale da uno strato di cocciopesto idraulico. Le strutture sono state rinvenute al di sotto di uno strato di riporto che ha restituito frammenti di anfore e di ceramica comune, 1 frammento di parete sottile, 8 frammenti di marmo (1 lastrina di rosso antico e 1 di marmo bianco unite; 1 lastra di serpentino; 2 di cipollino; 1 di giallo antico; 1 tondino e 1 lastra non id.); numerosi frammenti di intonaco dipinto, 1 tessera musiva, 5 _cubilia_, 1 mattoncino di _opus spicatum_.